The Event Horizon

"Il punto di non ritorno"

Navigazione stimata, scarroccio e deriva

 

La navigazione stimata altro non è, come dice il termine stesso, il modo in cui stimare la posizione della nave durante la navigazione, essa si basa sulla conoscenza di alcuni elementi del moto quali velocità, spazio e tempo.

 

  • spazio = cammino, espresso in miglia, percorso lungo la rotta;
  • velocità = velocità effettiva di spostamento della nave espressa in nodi;
  • tempo = tempo in minuti e misurato dall’orologio di bordo.

 

I problemi da risolvere per la navigazione stimata sono:

• tracciare la rotta tra i punti di partenza e di arrivo determinando i tempi in base alla velocità;

• guidare la nave su tale percorso;

• determinare la posizione (latitudine e longitudine) di un eventuale punto di arrivo.

 

In teoria basterebbe soltanto la bussola e la soluzione della seguente formula:

 

spazio = velocità x tempo / 60

 

nella pratica invece non è così semplice trovare la posizione stimata, perché i parametri su menzionati non sono mai conosciuti con precisione a causa di errori strumentali, di governo e/o di fattori meteo-marini.

Gli elementi perturbatori che sono in grado di modificare la velocità e la direzione di navigazione sono:

• vento e moto ondoso: causano lo scarroccio;

• moto orizzontale del mare: d’ora in poi ‘corrente’, che è la causa della deriva.

 

Prima di proseguire vediamo se sapete rispondere a queste semplici domande:
 

  •  Che cos’è la rotta vera? ( se non lo ricordi o non lo sai vai a questo link)
     
  •  Che cos’è la prora vera? ( se non lo ricordi o non lo sai vai a questo link) 

In teoria la Rv e la Pv sono coincidenti in assenza di scarroccio e deriva.

In pratica però gli errori di governo e gli errori degli strumenti di bordo fanno sì che Rv e Pv coincidano solo in determinati istanti.

 

Velocità propulsiva (Vp), Velocità effettiva (Ve) e Velocità corrente (Ic)

 

Quelle elencate sopra sono le velocità indispensabili per condurre la navigazione

Vp: o velocità propria dell'imbarcazione è la velocità impressa dal propulsore e non considera ne vento ne correnti

Ve: è la velocità dell'imbarcazione rispetto al fondo marino e dipende dalle perturbazioni meteo-marine quali correnti e venti.

Ic: o velocità delle correnti (Vc) è la velocità dello spostamento dell'acqua rispetto al fondo del mare.

Da notare che le correnti sono variabili e cambiano da zona a zona e sono riportate su apposite carte in maniera statistico-stagionale e non sono mai conosciute con esattezza.

 

Due sono i principali effetti perturbatori meteo-marini da prendere in considerazione: scarroccio e deriva

 

Scarroccio

Lo scarroccio è l'azione del vento e del moto ondoso sull'opera morta dell'imbarcazione, la quale si comporta come una vela spingendo l'imbarcazione sottovento con una velocità che dipende dalla resistenza offerta dall'opera viva e dal suo assetto.

Quindi lo scarroccio è l'angolo fra Pv e Rv e si ha nella stessa direzione del vento, se il vento proviene dal traverso si ha lo spostamento massimo se invece proviene da poppa o prua si ha solo un incremento e decremento della velocità.

Praticamente possiamo notare l'effetto dello scarroccio guardando la scia della nave che in presenza di scarroccio forma un angolo rispetto all'asse longitudinale dell'imbarcazione (questo perché la scia non risente del vento)

Se lo scarroccio è verso dritta è attribuito il segno positivo (+), se è verso sinistra è negativo (−).

 

Deriva

La deriva è quel fenomeno prodotto dalle correnti che sposta qualunque oggetto si trovi in acqua, questo fenomeno è indipendente dalle dimensioni e dal moto proprio che hanno gli oggetti.

Se osserviamo vari oggetti che galleggiano che non hanno moto proprio noteremo che manterranno le stesse posizioni relative mentre se osserviamo oggetti che hanno moto proprio vedremo che lo spostamento rispetto al fondo marino avviene con traiettorie differenti. Se non abbiamo punti di riferimento è praticamente impossibile percepire la presenza di corrente a meno di non essere alla fonda, in questo caso possiamo notare che l'imbarcazione lascia una scia, più o meno marcata, come se fosse in movimento e si possono notare anche i “baffi”.

Supponiamo di avere due imbarcazioni ferme all'interno di un canale dove non ci sia corrente all'imboccatura che si immette in un fiume con una certa corrente Ic o Vc.

Le due imbarcazioni una alla volta partono dallo stesso punto con la stessa traiettoria ma con velocità differenti, queste approderanno in due punti differenti.

Sapete perché?...

La differenza è la velocità del moto proprio dell'imbarcazione, a grandi linee, essendo la corrente la stessa quindi sposta in modo uniforme le due imbarcazioni ma per l'imbarcazione più lenta ha modo di agire per più tempo e quindi la sposta di più, il contrario per l'imbarcazione più veloce.

Matematicamente la corrente è un vettore (Vc) che ha verso e modulo così come il moto proprio (Vc) dell'imbarcazione, quindi la velocità e direzione effettiva non è altro che la somma dei vettori Vc e Vp.

 

  1. Così come per lo scarroccio la deriva è positiva se verso destra negativa se verso sinistra.
  2. La deriva è l'effetto la corrente è la causa.
  3. Corrente al traverso massima deriva, corrente prua/poppa deriva nulla massima variazione di velocità positiva o negativa. 

Non tratteremo il “Problema delle corrente” ma definiamo di cosa si tratta (la conoscenza di questi calcoli è necessaria per la patente oltre le 12 miglia)

Conosciuti Dc(direzione corrente) e Vc(velocità corrente)

 

  1. determinare Pv e Ve per seguire una data Rv conoscendo la Vp;

  2. determinare Pv e Vp per percorrere una data Rv con una prefissata Ve;

  3. determinare Rv e Ve conoscendo Pv, Vp e Dc, Vc.

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